venerdì 19 gennaio 2018

La scusa delle fake-news per fermare il libero pensiero


Con la campagna elettorale in atto, dove i partiti e i candidati fanno promesse di tutti i tipi con ben poca credibilità, cresce la paura delle fake-news. La voglia da parte di tutti di fermare le notizie sul web con la scusa delle “bufale” è molto forte ma la netta sensazione è che si voglia bloccare la libera espressione di pensiero in un paese con la democrazia sempre più labile.

E’ sicuramente vero che di false notizie in rete ne girano tantissime, sia da parte di chi vuole indirizzare l’informazione a proprio piacimento sia da chi lo fa solo per accaparrarsi lettori e guadagnare con la pubblicità, ma la chiara impressione è quella che si voglia fermare notizie non “politicamente corrette” e non notizie effettivamente false.


Già ora nel caos più totale di algoritmi, offese e volgarità, diventa molto difficile capire cosa sia pubblicabile e cosa no.
Oltre al tempo e ai costi che questi controlli comportano, la possibilità di fermare il libero, legittimo ed educato pensiero è molto probabile e probabilmente è proprio ciò che i partiti desiderano, visto anche come già cercano di pilotare l’informazione in televisione e sui giornali “di parte”
(pubblicato sul Fatto Q. del 20 gennaio 2018)

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Una vita spezzata: Una donna contro la violenza dell'uomo che dovrebbe amarla - Monica Stanghellini
Recensione dal Fatto Quotidiano 1-11-17


Sofia è sposata con un uomo violento dal quale non riesce a fuggire, ha due figli, Marco di 10 anni e Roberta di pochi mesi. Non lavora, stira in casa per privati mentre il marito, disoccupato, lavora saltuariamente in qualche cantiere edilizio e, quando capita, fa il “corriere” di merce illegale. La sua vita è un inferno tra litigi, sotterfugi e botte. Sofia non trova il coraggio per lasciarlo e ribellarsi. Con un marito che decide per lei, senza soldi e con problemi legali, si difende come può e cerca di proteggere i figli. Finchè, grazie ad un'amica, incontra un uomo gentile che la fa sperare in un futuro migliore, ma è possibile o è solo un sogno?

Una storia di violenza verso le donne molto attuale e molto vera, se pur di fantasia. Una storia che affronta un problema grave in modo crudo e reale. Uno spunto per riflettere sul “femminicidio”.
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SENZA FUTURO: Una famiglia dentro la crisi economica del nostro tempo

La crisi economica che ha colpito l'Italia a partire dall'inizio degli anni 2000 è diventata una spirale senza fine. I protagonisti di questo romanzo, Stefano e Claudia con i loro figli, perdono tutto quello che nel tempo avevano duramente conquistato o creato e si trovano a dover fronteggiare una situazione economica drammatica senza vedere un futuro. Conosceranno una realtà mai vissuta di povertà, di precarietà e di impotenza. Lungo il loro cammino conosceranno da vicino anche il problema dell'immigrazione e dei senza tetto. Riusciranno a trovare la serenità?
https://www.amazon.it/dp/1976734827
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mercoledì 17 gennaio 2018

Anche la Ue non vuole un governo a 5 stelle

Pare che anche all’Europa dia molto fastidio l’eventualità che il M5S vinca le elezioni di marzo se il commissario Ue agli Affarieconomici, Pierre Moscovici, in conferenza stampa a Parigi, ha evidenziato come le elezioni in Italia rientrino tra i «rischi politici» all'orizzonte in Europa. «L'Italia - ha detto - si prepara ad elezioni il cui esito è quanto mai indeciso. Quale maggioranza  uscirà dal voto? Quale programma, quale impegno europeo? In un contesto in cui la situazione economica dell'Italia non è certamente la migliore al livello europeo, felice chi potrà dirlo...».


E’ palese che all’Europa dei burocrati piacerebbe che gli italiani non votassero e che continuassero a subire governi, come quello di Monti ma anche come i successivi, che si piegano ai loro “ordini” economici e che si continui con le misure di austerity che stanno mandando in povertà gli italiani. E, chissà perché, questo deficit del 3% dà fastidio solo se lo sfiora l’Italia ma non se lo fa la Francia che lo ha già sforato da tempo. Forse perché è meglio non far arrabbiare Macron mentre lo si può fare tranquillamente con “l’inesperto” Di Maio? Resta comunque il fatto che l’Italia sembra sempre dover sottostare agli ordini di tutti, Germania in primis, ma si spera che i cittadini se ne freghino del parere di Moscovici e votino ciò che ritengono più opportuno per il paese.
(Pubblicato sul Fatto Q. del 18 gennaio 2018)

 
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Una vita spezzata: Una donna contro la violenza dell'uomo che dovrebbe amarla - Monica Stanghellini
Recensione dal Fatto Quotidiano 1-11-17


Sofia è sposata con un uomo violento dal quale non riesce a fuggire, ha due figli, Marco di 10 anni e Roberta di pochi mesi. Non lavora, stira in casa per privati mentre il marito, disoccupato, lavora saltuariamente in qualche cantiere edilizio e, quando capita, fa il “corriere” di merce illegale. La sua vita è un inferno tra litigi, sotterfugi e botte. Sofia non trova il coraggio per lasciarlo e ribellarsi. Con un marito che decide per lei, senza soldi e con problemi legali, si difende come può e cerca di proteggere i figli. Finchè, grazie ad un'amica, incontra un uomo gentile che la fa sperare in un futuro migliore, ma è possibile o è solo un sogno?

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martedì 16 gennaio 2018

Promesse elettorali senza senso



Sono cominciate le promesse elettorali da parte di tutti i partiti, promesse assurde e inapplicabili o che verranno disattese dopo il voto perché non vi sono le coperture per mantenerle o perché non si vogliono trovare. L’Italia è un paese in perenne campagna elettorale nonostante siano anni che noi cittadini non votiamo più un governo che ci rappresenti ma subiamo decisioni prese  per “emergenza” come è stato per i governi Monti, Letta, Renzi e infine Gentiloni.
Un paese dove perennemente i politici di destra e di sinistra, ora con l’aggiunta del M5S, si attaccano tra loro con offese e rimpalli di colpe quando le loro decisioni danno risultati pessimi e contrari alle loro previsioni. Questo caos genera sempre più scontento nei cittadini che sono sempre più sfiduciati verso la politica e che si sentono presi in giro da ogni parte.

Gli italiani subiscono le ingiustizie e i soprusi di persone che dall’alto della loro solida poltrona si sentono in dovere di fare provvedimenti incomprensibili a chi deve poi ogni giorno avere a che fare con il quotidiano, con le tasse da pagare (mentre tanti “signori” evadono), con l’inflazione che galoppa (nonostante la favola della deflazione), con la perdita del lavoro (mentre le aziende delocalizzano), con l’immigrazione incontrollata, con la delinquenza impunita, con una Sanità sempre più scarsa ma sempre più  costosa e con mille problemi burocratici (nonostante la favola della semplificazione). Forse sarebbe meglio tapparsi le orecchie fino alle elezioni.
(Pubblicato sul Fatto Quotidiano del 17/01/18)

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Una vita spezzata: Una donna contro la violenza dell'uomo che dovrebbe amarla - Monica Stanghellini
Recensione dal Fatto Quotidiano 1-11-17


Sofia è sposata con un uomo violento dal quale non riesce a fuggire, ha due figli, Marco di 10 anni e Roberta di pochi mesi. Non lavora, stira in casa per privati mentre il marito, disoccupato, lavora saltuariamente in qualche cantiere edilizio e, quando capita, fa il “corriere” di merce illegale. La sua vita è un inferno tra litigi, sotterfugi e botte. Sofia non trova il coraggio per lasciarlo e ribellarsi. Con un marito che decide per lei, senza soldi e con problemi legali, si difende come può e cerca di proteggere i figli. Finchè, grazie ad un'amica, incontra un uomo gentile che la fa sperare in un futuro migliore, ma è possibile o è solo un sogno?

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sabato 13 gennaio 2018

Soldi pubblici spesi per il "bon ton"...

L’assurdità del libro inviato da Debora Seracchiani ai sindaci del Friuli Venezia Giulia per ricordare il bon ton, fa capire quanto vengono spesso, per non dire sempre, spesi male i nostri soldi.
Il libro, oltre a offendere i sindaci che sicuramente sanno molto bene come comportarsi in presenza delle istituzioni e davanti ai cittadini (almeno per quanto riguarda la presenza), è stato ovviamente scritto e stampato usando denaro pubblico. 

Denaro speso inutilmente per scrivere cose ovvie come:   “Sì ad acqua, saponi e deodoranti”, ma attenzione ai profumi, che devono essere “usati con moderazione”. I capelli devono essere “puliti e ordinati”, come anche i vestiti.


E passando all’abbigliamento, se sei donna (“sindaca”)  portare “gonne al ginocchio“, “maniche al gomito” e pochi gioielli. Se invece sei uomo, occhio alla cravatta che deve essere “sobria”. Non sia mia che ne usino una con i cuoricini o le paperelle!
Poi consigli anche sul comportamento istituzionale: la stretta di mano.“deve essere asciutta e decisa,  meglio avere le mani curate, con dita curate e unghie non mangiucchiate, che denotano insicurezza. Deve protrarsi per circa tre secondi oscillando di poco l’avambraccio vero l’alto e il basso”.
A tavola poi è bene ricordare “che il risotto si mangia con la forchetta, la minestra non si “tira su” e, prima di bere, ci si pulisce la bocca”. E ovviamente “non si parla mentre si mastica”.

Forse sarebbe meglio che i membri istituzionali pensassero a cose serie, si scandalizzassero per le tante malefatte da loro stesse compiute e smettessero di spendere denaro pubbliche per sciocchezze e lo usassero per fini ben più importanti e indispensabili, visto come il paese sta andando in rovina. 

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Una vita spezzata: Una donna contro la violenza dell'uomo che dovrebbe amarla - Monica Stanghellini
Recensione dal Fatto Quotidiano 1-11-17


Sofia è sposata con un uomo violento dal quale non riesce a fuggire, ha due figli, Marco di 10 anni e Roberta di pochi mesi. Non lavora, stira in casa per privati mentre il marito, disoccupato, lavora saltuariamente in qualche cantiere edilizio e, quando capita, fa il “corriere” di merce illegale. La sua vita è un inferno tra litigi, sotterfugi e botte. Sofia non trova il coraggio per lasciarlo e ribellarsi. Con un marito che decide per lei, senza soldi e con problemi legali, si difende come può e cerca di proteggere i figli. Finchè, grazie ad un'amica, incontra un uomo gentile che la fa sperare in un futuro migliore, ma è possibile o è solo un sogno?

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venerdì 12 gennaio 2018

Congedo di paternità ancora ridicolo!

La legge di bilancio 2017 ha previsto di raddoppiare il congedo obbligatorio per paternità da ben 2 giorni a ben 4 giorni. Il congedo, se era ridicolo prima, ora sembra una presa in giro.
La legge continua a dare poca importanza alla presenza del padre in un momento così importante della vita come la nascita di un figlio. E per giunta la domanda va fatta 15 giorni prima, per cui se un padre decide di prenderli alla nascita, deve basarsi sulla data presunta del parto sperando che il figlio non anticipi o non ritardi per non usufruirne inutilmente.

E’ utile comunque riportare come funziona questo diritto:
- Il congedo è destinato ai padri lavoratori dipendenti anche adottivi e affidatari, entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio o dall’adozione e affidamento. Tale congedo è fruibile durante il congedo di maternità della madre lavoratrice o anche successivamente sempre entro il limite temporale 5 mesi.
- I dipendenti delle scuole però dovranno attendere il nuovo CCNL per poterne usufruire.

- Questi congedi non possono essere frazionati ad ore.

- L’indennità giornaliera per i giorni di congedo obbligatorio sono a carico dell’INPS e sono pari al 100% della retribuzione.

- Il padre lavoratore dipendente, per usufruire del congedo obbligatorio, deve comunicare al proprio datore di lavoro le date in cui intende usufruire del congedo almeno 15 giorni prima. Nel caso di concomitanza dell’evento di nascita, il preavviso si calcola sulla data presunta del parto. Nella domanda il padre lavoratore dipendente è tenuto a comunicare in forma scritta al datore di lavoro le date di fruizione.

- Invece, nel caso di pagamento diretto da parte di INPS, la domanda si presenta online all’Ente attraverso il servizio dedicato, seguendo le istruzioni dal sito Inps.


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Una vita spezzata: Una donna contro la violenza dell'uomo che dovrebbe amarla - Monica Stanghellini
Recensione dal Fatto Quotidiano 1-11-17


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giovedì 11 gennaio 2018

Aspettare un'ambulanza che non arriva


Ciò che è successo alla stazione di Napoli quando un signore bisognoso di aiuto ha atteso l’ambulanza per 20 minuti nonostante le ripetute richieste di aiuto al 118 da parte di passeggeri e funzionari delle Ferrovie, ha dell’incredibile. Sentire l’audio con le indifferenti e sarcastiche risposte degli addetti al 118 e il totale disinteresse per l’urgenza del caso (come ha dimostrato l’inchiesta in corso vi erano due ambulanze disponibili a pochi chilometri) mette paura.

 
Napoli è sicuramente una delle città che risente di più della malasanità, ma c’è da chiedersi se i continui tagli di personale e di fondi alla Sanità stiano portando il personale medico e infermieristico, persino del 118 dove lavorano anche molti volontari, a svolgere con poca professionalità il proprio lavoro. Le persone sottoposte a turni spesso massacranti, alle giuste lamentele dei pazienti in attesa e con stipendi bassi, sono persone scontente che, se non svolgono il loro lavoro con la passione richiesta in questo ambito, arrivano a sottovalutare le richieste di aiuto e a causare danni irreversibili a chi li vede come l’unica speranza. In futuro dobbiamo solo augurarci di non averne bisogno?


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Una vita spezzata: Una donna contro la violenza dell'uomo che dovrebbe amarla - Monica Stanghellini
Recensione dal Fatto Quotidiano 1-11-17


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mercoledì 10 gennaio 2018

IL CONGUAGLIO FISCALE IN BUSTA PAGA

Siamo a dicembre e, come tutti gli anni, si avvicina il momento del conguaglio fiscale in busta paga. Conguaglio che conviene sempre controllare perché, ormai da qualche anno, è diventato piuttosto elaborato ed abbastanza incomprensibile per chi non è del settore paghe.
Quindi ho pensato di spiegare in modo semplice ed il più possibile chiaro come controllare la propria busta paga e rendersi anche conto delle imposte pagate  e che si andranno a pagare nell'anno a venire.
Cominciamo col dire quali sono le imposte che “girano”normalmente in busta, con riferimento sempre alla competenza:
-irpef: va a conguaglio a fine anno
-imposta sostitutiva sull'aumento di produttività (es.premi produzione, straordinari, maggiorazioni turno): va a conguaglio a fine anno. Purtroppo ormai hanno reso la possibilità di usufruirne talmente complicata che sono pochi i casi in cui è possibile applicarla. Comunque lo si vede dagli imponili nei cedolini se vi sono importi assoggettati a tale imposta.
-addizionale regionale e addizionale regionale aggiuntiva: si calcolano a fine anno e vengono trattenute in 10 rate, a partire da gennaio, l’anno successivo
-acconto addizionale comunale: viene calcolata nella misura del 30% su quella dell’anno precedente ad inizio anno e trattenuta in 9 rate da febbraio dello stesso anno. Nel conguaglio di fine anno viene sottratto l’importo già pagato.
-addizionale comunale: viene calcolata (sottraendo l’acconto) a fine anno e trattenuta in 10 rate l’anno successivo.
Le addizionali non sono dovute se non è dovuta Irpef.
 
Per procedere con il controllo si dovrà aver le tabelle delle aliquote che si trovano sul sito dell’Agenzia delle Entrate e poi:
Irpef:
-prendere la somma dell’imponibile fiscale di ogni mese (compreso dicembre e mensilità aggiuntive), calcolare l’imposta lorda con gli scaglioni come da tabella irpef:
  • aliquota IRPEF 23% per reddito fino a 15mila euro
  • aliquota IRPEF al 27% per redditi da 15001 a 28mila euro
  • aliquota IRPEF 38% per redditi da 28.001 a 55mila euro
  • aliquota IRPEF 41% per redditi da 55001 a 75mila euro
  • aliquota IRPEF 43% per redditi oltre 75mila euro
  • L’imposta sul reddito delle persone fisiche non è dovuta nel caso di redditi da lavoro dipendente o assimilato fino a 8.000 euro
  -calcolare le eventuali detrazioni per figli a carico con questa tabella, o coniuge con questa .
 - calcolare le detrazioni per lavoratore dipendente secondo queste  formule 
 -sottratte le detrazioni dall'imposta lorda per ottenere l’imposta netta dovuta.

Imposta sostitutiva:
-prendere la somma degli eventuali imponibili soggetti a imposta sostitutiva e calcolare il 10% per ottenere l’imposta netta dovuta
 
Addizionale regionale:
-prendere l’imponibile per l’addizionale (che normalmente coincide con quello fiscale) e calcolare l'importo dovuto secondo la propria regione come dal sito delle Finenze. Individuato il proprio scaglione l’aliquota complessiva  in alcune regioni va calcolata sull’intero imponibile (quindi non come l’Irpef), in altre a scaglioni (come l'Irpef). Lo si vede nelle tabelle della Finanza.
L’importo ottenuto sarà scritto in cedolino paga ma non sarà sottratto in quanto verrà trattenuto a rate l’anno successivo (come spiegato sopra).
Addizionale comunale (la più complessa da verificare):
-prendere l’imponibile per l’addizionale (che normalmente coincide con quello fiscale), andare nella pagina del Dipartimento delle Finanze, scegliere il proprio comune come da sito delle Finanze per vedere l’aliquota applicata e se vi sono scaglioni di reddito non imponibili. Purtroppo qui ogni comune fa quello che vuole.
Una volta determinata l’aliquota, se si è sopra all'eventuale reddito escluso, questa può essere applicata all'intero reddito o a scaglioni (lo si vede dalla tabella). L’importo ottenuto sarà indicato in cedolino (con la sottrazione dell’acconto già pagato) e trattenuto in 10 rate l’anno successivo (come spiegato sopra.).

In questo modo si potrà controllare il proprio conguaglio e segnalare eventuali problemi all’ufficio paghe.
Purtroppo, anche se i software informatici sono sempre più affidabili, le norme in fatto di fisco (soprattutto locale) cambiano talmente spesso che non sono da escludere errori anche da parte di enti o aziende grosse.

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